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Fallout 4

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Dietro le quinte della colonna sonora di Fallout 4 con Inon Zur

10 ottobre 2022
Fallout 4 poster art

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A giudicare dagli strani suoni provenienti dal cortile accanto, i vicini di Inon Zur non avrebbero tutti i torti se pensassero che il loro vicino è mezzo matto!

“Cammino in giardino ed essenzialmente do una martellata sugli oggetti”, dice Zur. È inoltre risaputo che ha usato l’archetto di un violoncello su una sedia da giardino, la quale, ci dice, emette un suono “acuto all’inverosimile”. Se a quegli stessi vicini capitasse di sbirciare nella casa di Zur, potrebbero perfino sorprendere il compositore al pianoforte, ma il recital non avrebbe niente a che vedere con qualsiasi altro a cui avessero mai assistito. “Mi approfitto crudelmente del pianoforte colpendo le corde con le mani aperte e perfino mordendole”, ride Zur.

È normale amministrazione per il pluripremiato compositore. Avendo scritto e prodotto le colonne sonore della saga di Fallout a partire da Fallout Tactics, i suoni originali ed evocativi di Zur lo hanno accompagnato fino a Fallout 4, seguito poi da Fallout 76. Con ogni uscita, Zur fa tutto quel che serve per creare le peculiari ambientazioni sonore che sono parte integrante dell’esperienza di Fallout... anche se ciò richiede che di tanto in tanto debba disturbare i vicini!

Riscaldamento

Tenete presente che Zur non si limita a trarre ispirazione dai mobili del suo patio. La combinazione di strumenti non tradizionali e di orchestrazioni melodiche tradizionali è diventata un elemento caratteristico della colonna sonora di Fallout.

Benché esistano melodie riconoscibili come il tema principale (approfondiremo tra poco), Fallout 4 è più incentrato sull’avventurarsi nelle ambientazioni sonore, spiega Zur. Ai tempi in cui lavorava con Bethesda Games Studios alla colonna sonora del gioco, Zur realizzava sonorità originali che si adattassero alle varie ambientazioni. “In tal modo proponevamo un’esperienza musicale diversa che non era necessariamente molto tematica, ma che diventava decisamente memorabile”, dice Zur. In altre parole, si trattava di segnalare al giocatore dove si trovasse, perché fosse lì e di contribuire a rafforzare le dimensioni emotive della storia di Fallout 4.

Fin dal suo primo incontro con il direttore audio Mark Lampert e il direttore del gioco Todd Howard, Zur si rese conto che Fallout 4 (più di qualsiasi altro Fallout precedente all’epoca) raccontava una storia molto personale. Zur suggerì di assegnare al pianoforte un ruolo prominente nella colonna sonora di Fallout 4: riteneva che lo strumento potesse catturare la natura più intima del gioco.

“A casa ho uno splendido pianoforte a coda e mi sono registrato mentre suonavo il tema principale”, dice Zur. La prima reazione di Todd fu contrastante: l’idea del pianoforte gli piaceva, ma trovava il suono troppo vivace, quasi stridente. Todd e Mark volevano qualcosa di più caldo.

“Creai allora un suono che era una via di mezzo tra quello di un pianoforte vero e quello di uno elettrico”, dice Zur. “Era un suono molto smussato e per niente vivace, ma assai attraente.” Quando Zur lo fece sentire a Todd e Mark, entrambi si resero subito conto che era ciò che volevano. “Seguendo quindi tale falsariga, ne feci uso svariate volte”, dice Zur. “Tra l’altro lo si sente fin dal tema principale. Non è un errore o una scelta casuale: il pianoforte ci accompagnerà per l’intera colonna sonora.”

Senso del luogo

Fin qui tutto bene con il suono di pianoforte modificato ad hoc, ma riguardo a quella sedia “acuta all’inverosimile” e ai martellamenti in giro per il giardino? È solo uno dei tre elementi fondamentali che costituiscono le ambientazioni sonore di Fallout: strumenti classici, strumenti elettronici e strumenti non musicali, se non addirittura primitivi. L’obiettivo, spiega Zur, è che i giocatori possano sentire una combinazione particolare di tali strumenti e sapere dove si trovano. “Per esempio, in alcune parti del gioco decidemmo che l’atmosfera giusta sarebbe stata più orchestrale, ma lo strumento portante sarebbe stato la fisarmonica”, dice Zur. “In altre aree ho campionato me stesso mentre suonavo un’ocarina improvvisata che trasmetteva leggerezza e acutezza.”

Torniamo un attimo indietro: una fisarmonica? Già. L’idea arrivò direttamente da Lampert. “Mark ha sempre di queste... trovate”, dice Zur. “A volte mi chiedeva uno strumento che non avrei neanche preso in considerazione.” Avendo però lavorato a lungo insieme, i due hanno maturato il profondo rapporto di fiducia grazie al quale Zur riuscì a produrre la musica che pensava funzionasse meglio in base alle direttive generiche di Lampert, rapporto in cui qualsiasi parere o perfezionamento veniva accolto a braccia aperte. Quando Lampert suggerì quindi la fisarmonica per contribuire a definire il suono di una certa area, Zur fu disponibile a metterla alla prova.

“Fu davvero divertente”, ricorda Zur. “Voglio dire, stiamo parlando di musica di un certo livello. Stiamo parlando del Commonwealth. Alcune battute presentano elementi inglesi e irlandesi per catturare i colori del Commonwealth. La fisarmonica, però, è uno strumento di origine francese ed europea orientale che molti trovano allegro e quasi bizzarro. Ma indovinate un po’? Il suono basso e originale della fisarmonica diventò uno dei tratti caratteristici della colonna sonora. Quindi non si può mai dire! Bisogna solo fidarsi.”

Dalla disperazione alla speranza

A proposito di fiducia, uno degli elementi più riconoscibili della colonna sonora di Fallout è il tema principale stesso. Il che ci ha portato a domandarci: cosa lo rende così potente ed efficace nel coinvolgere i giocatori nel mondo di Fallout?

“In origine l’avevo composto come tema principale di Fallout 3”, dice Zur. “Essenzialmente ci servimmo di due accordi che servivano a rispecchiare il dualismo in Fallout: la disperazione della guerra, ma anche la speranza per il futuro. In Fallout siamo sempre combattuti tra la disperazione, l’oscurità con tutti i pericoli che si nascondono nel mondo e la speranza di costruirne uno migliore.”

Per catturare tale dualità, Zur prese due accordi e li combinò insieme. “Ciò che otteniamo è essenzialmente un accordo minore che porta a un accordo maggiore, oppure un accordo maggiore che si comporta quasi come un accordo minore che porta a un accordo maggiore. I due accordi combinati (sempre il minore e il maggiore insieme) ci trasmettono il sapore agrodolce di Fallout.” È questo dualismo dei suoni severi di un accordo minore che porta al vivace ottimismo di un accordo maggiore a definire il tema di Fallout. “È il tratto distintivo di Fallout”, dice Zur. “Si inizia dal cupo e si avanza verso lo speranzoso. Molto semplicistico, ma ogni volta funziona a meraviglia.”

Il viaggio che si prospetta

“Ribadisco che per me le cose più importanti sono dove ci troviamo nella storia e dove vogliamo condurre il giocatore che affronta il viaggio. Possiamo senza dubbio creare tante emozioni e svolte emotive. Possiamo senza dubbio influenzare il giocatore con la musica per supportare la storia. Ma stiamo soprattutto parlando di atmosfera. Proviamo ad abbinare un’ambientazione sonora che supporterà gli aspetti emotivi di un’area.”

Ecco perché la combinazione originale di strumenti è così importante per la colonna sonora di Fallout 4. “Volevo creare qualcosa che sembrasse innovativo”, dice Zur. “Qualcosa che trasmettesse l’idea dell’inizio.” La prima volta che i giocatori emergono dal Vault, iniziano un nuovo viaggio. Vedono un mondo che è stato distrutto e che è rappresentato dai “non strumenti” percussivi. Ma mentre i giocatori esplorano il mondo aperto, vedono anche la natura che li circonda rappresentata da strumenti più musicali ma primitivi. Nel mentre, gli aspetti emotivi del gioco sono supportati dai suoni orchestrali.

Tutto è imperniato sulla gioia della scoperta durante il lungo viaggio che si affronta, che è esattamente ciò di cui si è occupato Zur con la sua più recente impresa: comporre la colonna sonora di Starfield, il gioco di ruolo di Bethesda Games Studios di prossima uscita ambientato ai margini sconfinati dello spazio. Un momento entusiasmante per Zur, ne siamo certi; del resto quante volte capita di poter trarre ispirazione di fronte a un nuovo universo che si estende per un’intera galassia?

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Gary Steinman

Senior Director, Global Content