
Fallout 76 (PC)
Buy GameFallout 76 - Speciale della community: Once Upon a Wasteland
Fallout 76 (PC)
Buy GameAl centro di molti dei nostri giochi di Bethesda Game Studios ci sono le storie che voi forgiate, e Fallout 76 non fa eccezione.
Nel nostro ultimo Speciale della community abbiamo fatto una chiacchierata con Brad, creatore di Once Upon a Wasteland, un podcast incentrato sulle storie e ambientato in Fallout 76. Scoprite di più su Brad e su come ha coltivato il suo amore per la narrazione, per Fallout 76 e per la sua community.
Prima di cominciare, presentati!
Sono Brad Williams, creatore di Once Upon a Wasteland, un podcast narrativo basato su Fallout 76 attualmente alla sua terza stagione. Sono anche doppiatore, musicista e streamer occasionale.
Come hai conosciuto Fallout e qual è stato il primo titolo della serie a cui hai giocato?
Sono un nuovo arrivato rispetto a molte persone della community. Il mio primo titolo di Fallout è stato Fallout 4. Ho iniziato a giocare subito dopo il lancio e ne sono rimasto affascinato.
Il gioco in sé era molto divertente e aveva una significativa rigiocabilità, ma penso di aver continuato a tornarci su per il modo in cui ambientazione, atmosfera e storia del mondo mi... parlavano. Ripensandoci, già allora ero convinto che quell’universo sarebbe stato perfetto per un film o, meglio ancora, per una serie TV. Pensavo che fossero le uniche due strade. Mai stato così felice di sbagliarmi.
Che cosa ti piace di più di Fallout? Qual è il tuo gioco preferito della serie?
La cosa che mi ha davvero preso in Fallout 4, e che è presente anche in Fallout 76, è la costruzione dell’insediamento e del C.A.M.P. Non sono certo il costruttore più innovativo o elegante in circolazione, ma mi dà comunque molta gioia. È come un piccolo giardino zen. È sempre divertente quando qualcuno si ferma e si fa un giro, soprattutto se si congeda con un emote di apprezzamento.
Tempo fa avrei citato Fallout 4 come il mio preferito, ma ora è nettamente Fallout 76. È un gioco così vivo grazie alla community, che ha trovato modi geniali e innovativi per giocare e creare. Senza contare Bethesda che continua a investire tempo e risorse per rendere l’esperienza più grande e migliore. Sono due ambiti che si alimentano a vicenda e che hanno creato un’esperienza di gioco davvero meravigliosa.
Come ti sei avvicinato a Fallout 76?
Sono stato entusiasta di 76 dal momento in cui è stato annunciato. L’idea di una regione totalmente nuova, mai esplorata in nessun altro precedente titolo di Fallout, era allettante, e mi interessava molto capire quali tipi di miglioramenti avremmo visto nell’esperienza complessiva.
Il fatto che fosse multigiocatore, però, mi ha fatto riflettere. La natura tendenzialmente effimera delle interazioni nei titoli multigiocatore non era nelle mie corde.
Ma ho subito capito che le mie preoccupazioni erano in gran parte infondate: Fallout 76 non era così. Certo, la maggior parte delle persone che avresti incontrato non l’avresti mai più rivista. È così ancora oggi. Ma sono state le eccezioni a quella regola a cambiare le carte in tavola. Le basi di ciò in cui si sarebbe evoluta la community erano presenti fin dall’inizio ed è stato divertente osservare come è avvenuta tale evoluzione. Qualcuno dovrebbe scriverci un libro.
Qual è la tua esperienza con la community di Fallout 76? Cosa pensi che renda la community di Fallout 76 così speciale?
Quando ho iniziato a giocare, non avevo assolutamente idea che esistesse una community così solida di creatori di Fallout, perciò il mio primo contatto con la community è stato rappresentato dai semplici giocatori abituali come me.
Sono venuto a conoscenza della community di creatori qualche anno dopo, cosa che mi ha aperto le porte di un mondo affascinante. La cosa che mi ha colpito è stata la diversità tra i tipi di creazioni. C’erano grafici, streamer, YouTuber, giocatori di ruolo, costruttori di C.A.M.P., narratori... Questo non solo dimostra il potenziale illimitato delle persone, ma anche quanto l’universo di Fallout sia adatto alla creatività.
Ciò che rende davvero speciale la community di Fallout 76 è il modo in cui le due cose si combinano. Lo vediamo manifestarsi in tantissimi modi, sia che si tratti della community che si riunisce per sostenere Fallout for Hope o perfino supportare Once Upon a Wasteland ogni volta che siamo in lizza per un premio. Questa community vuole che tutti abbiano successo, punto e basta. Non importa chi siano o come esprimano il loro amore per il gioco e per il mondo di Fallout in generale.
Com’è il tuo personaggio di Fallout 76 e qual è il tuo stile di gioco?
Interpreto lo stesso personaggio principale su tutte e tre le piattaforme. Si chiama Beth, il personaggio incarna il punto di vista del pubblico nel podcast. Molto spesso interpreto un personaggio femminile perché mi aiuta a entrare in una mentalità che mi permette di giocare non solo nei panni di me stesso e di fare quello che farei io (o che spererei di fare) se mi trovassi nelle stesse situazioni. Tuttavia, io e Beth abbiamo alcune cose in comune: lei tende sempre a stemperare i momenti conflittuali, se possibile.
Ciò ha ispirato uno degli aspetti originali del passato di Beth. Inizialmente avevo scritto i trascorsi del suo personaggio quasi per scherzo, perché sembrava una sciocchezza dato il mondo di gioco: il suo obiettivo è che tutti siano gentili gli uni con gli altri. Ma la cosa si è evoluta in un programma gestito dalla Vault-Tec per istruire le persone alla diplomazia e alla formazione di coalizioni, utili a ricostruire la società dopo la Giornata della Rigenerazione. Beth non è spinta dall’altruismo come i Soccorritori. La sua missione è fare il possibile per garantire la crescita di una civiltà sostenibile in Appalachia.
Parlaci di Once Upon a Wasteland. Che cos’è? Chi ne fa parte?
Once Upon a Wasteland è un podcast romanzato che segue la storia di un’abitante del Vault, Elizabeth Kirby (interpretata da Letitia Lemon), e di uno Scriba della Confraternita d’Acciaio, Odessa Valdez (interpretata da Vitriol): le due collaborano per salvare la civiltà che inizia a mettere radici in Appalachia e, nel mentre, si innamorano. E poi c’è Lucy Middelthon nel ruolo della migliore amica di Beth, Amanda.
Alcuni bravissimi attori si sono uniti a noi come ospiti, e sono piacevolmente sconvolto dall’enorme numero di persone che fanno le audizioni e dal talento e dalle capacità che dimostrano in quest’ambito. È una bella sensazione quando artisti del genere vogliono far parte di qualcosa che hai creato tu. Abbiamo assemblato un cast che ha superato ogni mia aspettativa.
Vitriol non è solo una delle nostre star, ma anche una coproduttrice di fondamentale importanza per lo show e il suo successo. È lettrice per le questioni relative alla sensibilità, consulente di sceneggiatura, donna straordinaria e fonte d’ispirazione per molti dei risvolti emotivi del nostro podcast. È raro che qualcuno contribuisca con questa praticità e sia anche una musa ispiratrice. Ecco, lei è tutto questo e tanto altro ancora.
La stagione 3 di Once Upon a Wasteland è appena cominciata. Parlaci un po’ di Beth e Odessa.
Il programma, essenzialmente, ruota attorno a due persone che si trovano e si innamorano in un inferno post-apocalittico pieno di pericoli e incertezza. Fondamentalmente, è una storia d’amore, ma quella storia si svolge come un thriller fantascientifico ricco di azione per vivacizzare il tutto.
Le due protagoniste sono Beth Kirby e Odessa Valdez. Quando incontriamo Beth, è un’abitante del Vault addestrata sia nello spionaggio sia nella diplomazia nel Vault 76, ed esercita le proprie competenze da circa due anni. Odessa è più o meno la stessa, tempo dopo gli eventi di Alba d’acciaio.
Il personaggio più importante oltre alla coppia principale è Amanda, ex e migliore amica di Beth. Passiamo anche molto tempo con i genitori di Beth, Andrew ed Elise, ai quali è molto legata, e perfino con il Paladino Rahmani. Includere Rahmani come personaggio di spicco va contro il mio obiettivo dichiarato di evitare la cosa, ma averla come confidente e mentore per Odessa aveva senso, e creare un nuovo personaggio che rivestisse quel ruolo sarebbe sembrato una forzatura.
Cosa ha ispirato la creazione del podcast?
La prima ispirazione è arrivata dal modo in cui vengono gestite le interazioni con Odessa in Alba d’acciaio e Regno d’acciaio. È possibile flirtare con lei, e lei può apprezzare oppure no a seconda del contesto, ma non è possibile avere una relazione come con Beckett o il comandante Daguerre. Ma... se invece fosse possibile?
Odessa è un personaggio avvincente e sentivo che avrei potuto fare molto con lei utilizzando quello che di lei c’è nel gioco come punto di partenza. La sua irraggiungibilità mi sembrava un ambito affascinante da esplorare.
Dal punto di vista pratico, conosco i rudimenti e non solo della sceneggiatura, ma non scrivevo qualcosa di “vero” da quasi 25 anni. La situazione è cambiata nel 2021. Quel febbraio sono stato scelto come MODUS in un audio-dramma basato su Fallout 76, “The MODUS Files”. Il suo creatore, Lawrence McNamara, mi ha incoraggiato a dare vita alle mie idee e a creare il mio programma, lavorando con me per farlo. Ha visto del potenziale sia in me sia nella mia idea, e non è un’esagerazione affermare che senza di lui e il suo sprone non ci sarebbe Once Upon a Wasteland.
Che cosa ti piace di più della produzione del podcast?
Credo che riascoltare un episodio completo, dopo averlo visto crescere da un’idea nella mia testa a un prodotto formato, sia l’aspetto più gratificante del tutto. Ascoltare questi attori di grande talento dare voce alle parole scritte da me mi stupisce sempre. Registriamo in modo asincrono, ma sono così in gamba e capiscono così bene i rispettivi personaggi che sembra di essere tutti nella stessa stanza a conversare, o nella stessa scena d’azione. Non so come facciano, ma so che lavorano duramente e adorano quello che fanno.
Sapere che abbiamo lavorato insieme per creare qualcosa che piace a così tante persone è altrettanto gratificante. Non mi è mai bastato fare qualcosa senza seguito. Il mio obiettivo è sempre stato quello di coinvolgere emotivamente le persone. Sapere che ascoltano e che si emozionano con i personaggi, le loro storie e le interpretazioni degli attori è una sensazione meravigliosa che non dimenticherò mai.
Non ho mai pensato, nemmeno lontanamente, che il podcast avrebbe ottenuto questo successo. Ci ascoltano in 183 paesi diversi e, non molto tempo fa, abbiamo superato i 350.000 download. Abbiamo vinto un totale di otto Signal Awards in categorie come Miglior sceneggiatura e Miglior soggetto, ambiti in cui ci siamo confrontati con grandi produzioni. È quel genere di cosa che ti gratifica e ti fa sentire piccolo nel miglior modo possibile.
Wow, complimenti per i Signal Awards! Grazie davvero per aver fatto due chiacchiere con noi, Brad! Per chi ci legge, dove è possibile ascoltare Once Upon a Wasteland?
È disponibile su tutte le piattaforme di podcast più popolari, tra cui Spotify e Apple Podcast. Abbiamo due stagioni da dieci episodi complete, quattro mini-episodi “dietro le quinte”, due episodi bonus e siamo al quinto episodio della terza stagione, perciò... abbuffatevi!
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